lunedì 4 ottobre 2010

Ci siamo quasi...

Vi avevo promesso nuove sorprese... Ed eccomi!
Presto leggerete un romanzo che - spero- vi appassionerà: si svolgerà nel 1846 e i nostri amabili  (e spietati) zannuti dovranno affrontare una minaccia inattesa e letale.  Avevo già postato alcune pagine ma, da brava perfezionista, le ho riviste, rilette e rivisitate fino ad ottenere un risultato vagamente presentabile. Protagonisti? Samuel e Oliver, o course, ma non solo. Li conoscerete nella loro vera natura, quella che non è stata ancora toccata dall'amore per Marianne e per Emily... E adesso basta spoiler!

Se avrete la pazienza di leggere, scoprirete i loro compagni, e passeggerete con loro per le strade di Edimburgo, la Auld Reekie, la vecchia puzzolente. Così veniva definita nell'era vittoriana la capitale della Scozia, a causa dei fumi dell'industria e per il gran numero di miserabili che si erano riversati nelle sue strade dopo aver abbandonato i campi e le greggi. Nel XIX secolo, Edimburgo era una città pulsante di vita e di miseria: le vie della Old Town erano traboccanti di povera gente, ma poco lontano si progettava la New Town in puro stile georgiano, con strade ampie e ariose, parchi e giardini, e abitazioni per coloro che potevano permettersi di fuggire dal lerciume dei close.

Ed è qui che Samuel, Oliver e i loro fratelli si aggireranno, in  bilico tra il mondo dei vivi e quello dei morti...

domenica 3 ottobre 2010

Serial reader: The Rose Tudor trilogy di Susan Wiggs

La Rose Tudor Trilogy è stata una delle mie letture estive. Per essere esatti, è stata una parte delle mie letture romantiche dell'estate. Sono rimasta  favorevolmente colpita da quest'autrice che non conoscevo, dalla freschezza dello stile e per i personaggi, briosi e vivacissimi, ben diversi dalle compassate atmosfere dei soliti (uffaaa!) Regency che per adesso spopolano. Sarà che adoro il periodo Tudor?
Sicuramente...
Iniziamo dal primo romanzo: Per ordine del re. La coppia dei protagonisti, Stephen de Lacey e Juliana Romanova sono delineati in modo splendido, con una gran cura dei dettagli storici. Il "personaggio" Enrico VIII entra nella vicenda in modo realistico, senza diventare invasivo; la descrizione della corte e dei suoi riti, delle alleanze e dei pettegolezzi è vivace ma accurata. La storia di Stephen e Juliana è molto canonica rispetto ai topoi del romance, ma in alcuni passaggi esso si trasforma in un vero historical fiction.
E di historical fiction nel senso pieno del termine si può parlare con il secondo romanzo della trilogia, In nome dell'amore. E' senza dubbio il romanzo che ho amato di più dei tre, ambientato nel tormentato regno di Maria la sanguinaria, agitato da lotte per il trono e persecuzioni religiose. L'atmosfera concitata di questo periodo è descritta con potenza e colpisce la maestria con cui l'autrice ha intrecciato la storia personale di Lark con quella del folle e un po' guascone Oliver. Mi ha colpito molto l'evoluzione dei personaggi che è descritta accuratamente ma senza essere pesante; il ritmo della narrazione che risulta piacevole, mai banale.
Ultimo della trilogia è Al cospetto della regina, dove protagonista è Pippa, figlia perduta di Oliver e Lark. E' di certo il romanzo più allegro, spiritoso e coinvolgente, specie per il modo folle  e irirdente di Pippa di chiamare il suo uomo, Aidan O' Donoghue, un capoclan irlandese. La storia, picaresca e avventurosa, è piacevole ma - a mio avviso - meno delle vicende che hanno coinvolto gli avi della protagonista, forse perché le vicende storiche narrate in esso sono un po' più nebulose rispetto alle precedenti .


Leit motiv o fil rouge che unisce la trilogia è un gioiello, una spilla che Juliana porta con sé dalla Russia e che sarà lo strumento attraverso cui Aidan scoprirà la vera identità di Pippa. Si tratta di romanzi d'amore, è ovvio, ma sopratutto nel primo e nel secondo quest'aspetto si unisce a un quadro storico tratteggiato con cura, senza essere invasivo o pesante.
Una menzione a parte va fatta per lo stile di questa'Autrice. Frizzante,allegro, scoppietta come una confezione di popcorn, e questo risalta in modo particolare nei dialoghi, che tengono alto il ritmo della narrazione e che divertono, affascinano e commuovono. Insomma... cinque stelle piene a un'autrice davvero particolare!

giovedì 30 settembre 2010

Serial reader: Lover unbound

Ecco qui ! In verità, la mia recensione è stata "ospitata" in anteprima dal blog di Emanuela Taylor, Diario di pensieri persi. Adesso la posto qui e spero che vi piaccia :-)
Per voi... Lover unbound


 V. come Vishious. Vizioso, sadico, sessualmente pervertito.V come viscerale, violento. V come Vampiro.
Alla quinta uscita della serie della Black Dagger Brothehood, J.R. Ward ci regala un volume memorabile. Confesso che non avevo amato particolarmente la storia di Butch e Marissa e mi sono accostata al Lover Unbound con un filo di scetticismo. La solita saga che deraglia verso il trito e il ritrito, mi sono detta. L'ho acquistato per continuità, non avevo nemmeno voglia di leggerlo in tempi brevi. E invece... letto in cinque ore. Filate.
Parliamo dello stile, innanzi tutto: La Ward è impagabile. Periodi secchi, puliti, uso disinvolto del punto, frasi spezzate e ad effetto. In una parola, favoloso. In questo romanzo, ciò risalta maggiormente grazie a un'ironia maggiore, un taglio sarcastico che rappresenta il sostrato ideale per definire Vishious e Jane. 
V è, prima di ogni cosa, un vampiro. In lui si trovano, forse in modo più spiccato rispetto agli altri, i tratti salienti del vampiro della tradizione: crudeltà, efferatezza, disincanto. Ma l'Autrice è stata bravissima nel costruire un background credibile per questo essere, descrivendo la sua infanzia e la sua giovinezza trascorsi in mezzo a stenti e crudeltà.
Un altro tratto distintivo di questo volume è Jane, la dottoressa di cui V si innamora. Le donne della Ward sono sempre molto forti, molto... energiche. Ma Jane, un po' come Mary, mantiene la sua umanità. Lei è, prima di tutto, un medico e lo è fino al midollo.
Le scene "ospedaliere" fanno molto E.R. ma non sono sgradevoli, anzi. E lo stesso posso dire degli accenni al sesso "estremo" che V. pratica: temevo potesse scivolare nel morboso ma la Ward è stata brava a non crogiolarsi in passaggi che avrebbero potuto risultare fastidiose o disturbanti. Nulla di tutto questo: si immagina senza vedere; d'altra parte le scene di sesso sono quelle a marchio Ward: sensuali ed esplicite.
Un aspetto che farà sicuramente contente le fans del paranormal romance è che sono quasi assenti le scene di lotta con i Lesser o le descrizioni degli incontri con Omega. Personalmente non le trovo fastidiose ma so che molte lettrici non le gradiscono... per cui state tranquille: lesser ai minimi storici. Ai minimi storic anche le descrizioni di abiti e veicoli cui l'autrice ci ha abituato. Compaiono a malapena l'Escalade e un'Audi. Whiskey e fumo come se piovesse... e cioccolata calda, un cibo insolito ma perfetto per questo romanzo.
Infine le "storie parallele": John Matthew e Phury. Devo dire che a quest'ultimo si legano le perplessità di questo volume: il calmo, gentleman Phury mostra pericolosi segni di sbarellamento che mi sono sembrati un po' troppo repentini. Dovrò rileggere la storia di Z? Probabile.
E Jonh Matthew. Il ragazzo mi piace. Un sacco. Il suo passato è avvolto nel mistero... ma ha davvero un passato, il ragazzo? o è qualcosa di più di un figlio sconosciuto di Darius? Nel libro sono seminati indizi che hanno rafforzato la mia convinzione, che non esplicito in questa sede...
Infine la Vergine Scriba. Per la prima volta, questa specie di Turandot dei vampiri mostra un lato sentimentale, e ho apprezzato il colpo di scena della Ward, con cui leva V e la divinità. certo, la scena è un po' veloce ma va bene così.
In una parola: leggetelo! E' uno dei migliori libri della Ward e merita davvero tanto!
Alla prossima :-)

lunedì 20 settembre 2010

Serial reader... una rubrica nuova di zecca!

bibliotecheNuova rubrica in arrivo, fellows! Sì, visto che leggo - tanto - e mi piace parlare di libri, ho deciso di dare un'organizzazione al mio "lavoro". Da cui nasce SERIAL READER, in cui parlerò dei libri che leggo, degli autori e delle autrici, italiani e non. Se vi fa piacere, segnalatemi dei volumi da leggere, e partecipate liberamente. Vorrei che Serial Reader divenisse uno spazio comune, dove poter discutere in libertà di ciò che i libri ci donano: emozioni, passione, fantasia e perché no, anche malessere. Un libro è un mondo a parte, che si schiude sotto i nostri occhi nel momento in cui le pagine frusciano tra le dita. Perchè non condividerlo?
Presto troverete delle recensioni su Lover Unbound di J.R. Ward. ( tra qualche giorno in anteprima su diario dei pensieri persi) e su The Rose Tudor Trilogy di Susan Wiggs. So... stay tuned!

mercoledì 15 settembre 2010

Come il mare d'inverno

Sì, un altro libro. Anche questo davvero fantastico.Come il mare d'inverno di Susanna Kearsley è un libro emozionante, che mi ha conquistato, dalla prima all'ultima riga, uno di quei - sempre più rari - volumi che mi vien voglia di leggere e rileggere. Sarà stato l'amore per la Scozia a colpirmi? o i personaggi, così ben definiti? O la storia, mai banale e sempre appassionante?
Ma procediamo con ordine.
Carolynn - Sophia. Due persone diverse, ricordi comuni. La grande bravura dell'autrice è stata quella di costruire due figure differenti che vivono storie affini, negli stessi luoghi, sulla costa nord-est della Scozia, conservando la loro identità. Carolyn, in certe fasi della narrazione, mi è sembrata più fragile di Sophia: mi ha commosso la sua paura, le incertezze che vive nel momento in cui scopre cosa condivide con quelle misteriosa giovane vissuta nel XVIII (e non dico di più... spoilers).
E poi i due personaggi maschili: Graham, professore universitario di storia (ad avercelo un docente così!) e, sopratutto... Moray. E' un personaggio maschile delineato in modo molto convincente: militare ma non sbruffone, dotato di quel fascino sottile che colpisce Sophia assieme al lettore, e che rappresenta forse l'immagine più emblematica del periodo storico che viene descritto nel libro: i primi anni del Settecento, con i primi tentativi da parte della popolazione scozzese per riportare sul trono uno Stuart. Infine, lo stile della Kearsley: pulito, semplice, di immediata comprensione. Non ha una bellezza sontuosa ma ha un immenso pregio: trasmette emozioni in maniera diretta, senza giri di parole.
Un'ultima parola per la descrizione della costa scozzese. Semplicemente fantastica: in essa ho rivisto i paesaggi che tanto amo e che mi sono rimasti dentro. Ho sentito di nuovo il soffio del vento sul viso e il fruscio leggero delle onde sulle spiagge di sabbia chiara in baie di scogli scuri.
Insomma... da leggere!

lunedì 6 settembre 2010

Romantic Rome... ovvero una grande occasione per chi scrive (e non solo)!

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10.jpgGrazie alla lungimiranza di Elisabetta Bricca - detta anche la cannibale ;-) -  e di Arianna Giorgi, Officina Italiana Romance ha organizzato un workshop incentrato sulla struttura del romanzo, in particolare del romance e del romanzo storico.

01.jpgL'evento si terrà a Roma  nei giorni 30 e 31 ottobre, presso la Domus Sessoriana un meraviglioso convento  trasformato in hotel,  durante il week end di Halloween - inutile dire che sono tentata di presentarmi vestita in maschera se non fossi già abbastanza spaventosa al naturale - e vedrà ospiti importanti come Mariangela Camocardi, Mary Yo Putney, Deanna Raybourn, Sylvia Summers, Carla Russo e, ovviamente, la Bricca nazionale. Queste autrici metteranno a nostra disposizione il loro sapere, l'esperienza e ci daranno una serie di tips e di suggerimenti che nessuno darà mai. E' un'occasione importante per misurarsi con quelle che sono le difficoltà di questo mestiere, conoscere gli errori da non compiere e capire quali sono gli indizi che portano una storia a divenire un bel romanzo.

Per gli editori, saranno presenti Alessandra Bazardi e Laura Ceccacci, rispettivamente chief editor della Harlequin Mondadori e della Leggere Editore. Vi saranno altresì alcune delle Blogger più importanti in Italia.
E' sicuramente un'occasione straordinaria, da non perdere.
Io ci sto facendo un pensierino, e voi? Affrettatevi, le iscrizioni scadono il 15 settembre 2010!

Questo è il link di Officina: http://officinadeisogni.ning.com/  dove troverete il programma per esteso. Ah, ci sarà anche una favolosa cena di gala la sera del sabato 30 ottobre.

martedì 24 agosto 2010

LE MIE LETTURE ESTIVE

L'estate volge ormai al termine e ho pensato di condividere con voi le mie letture estive.
Devo dire che sono andata "fuori dal binario" che mi ero prefissata, ma è stata una scelta consapevole. Esito: incredibilmente soddisfacente!

Molti libri si contendono la palma di migliori letture dell'estate 2010. Uno è "Il Giardino dei segreti" di Kate Morton, scoperto grazie ad Alessandra Zengo (mia degna compare di deliri notturni assieme a Elisabetta Bricca). Un libro raffinatissimo, in cui nessuno è davvero ciò che sembra. I personaggi sono delineati in maniera magistrale, da Nell a Cassandra, nonna e nipote segnate da un destino differente eppure ugualmente amaro... tutto nel nome dell'Autrice, una donna misteriosa che segna le vite di queste due donne con un libro di favole (e poi c'è chi dice che non è vero che i libri cambiano la vita). Ho odiato Rose per la sua debolezza e il suo essere così insicura; ho amato alla follia l'atmosfera della Cornovaglia, una regione che amo e che mi è rimasta nel cuore... è un romanzo da leggere e conservare, da custodire nella memoria. Mi ha riportato alle atmosfere di Francis Burnett e del suo Giardino Segreto, uno dei libri dell'infanzia che amo di più.



Altro libro e altro autore. Nessundove di Neil Gaiman. L'unica cosa che posso dire è che mi odio per averlo scoperto troppo tardi. Gaiman è un poeta, un mago, un affabulatore, un dio della parola. In una parola, ho amato questo libro dalla prima all'ultima riga. Sarà che io adoro immaginare vite che si svolgono in mondi che coesistono con il nostro, sarà che lui scrive portandoti per mano nel mondo che crea e ti costringe a muoverti tra quei personaggi... mi son sentita davvero nei panni di Porta, ho odiato e temuto i due killer folli, psicopatici e un tantino surreali, ho sussultato nello scoprire chi è davvero l'angelo... e mi sono perdutamente innamorata del protagonista sfigatissimo, Richard. DA LEGGERE!!!

Ma non è finita qui!
In un raptus di follia ho acquistato la trilogia de "I Guardiani della Notte" di Luk'Janenko. Ragazzi! Questo è un volume ( o meglio: 3) che sfugge alle classificazioni: non è horror, non è fantasy, non è una raccolta di racconti. Se dovessi trovare una definizione parlerei di un urban fantasy. Tre volumi, articolati in maniera coerente tra loro, dove i personaggi non si impippiscono improvvisamente (scusate il neologismo) ma vivono un'evoluzione coerente, dove la storia del loro quotidiano si mescola al fantastico, dove amori e amicizie sono condivise e dove il confine tra il Bene e il Male è evanescente, come il Crepuscolo in cui molta parte dei romanzi si svolge. La Mosca di Luk'janenko è sporca, avvolta da una neve algida, in cui si muovono personaggi   magici ma insieme profondamente umani. "Altri" (come Anton e Svetlana, Olga, Tigrotto e Alina) e umani convivono in un  mondo dove il Bene talvolta agisce compiendo nefandezze assurde e il Male dimostra una coerenza e un coraggio che il bene non ha. Insolita anche la forma: a episodi. Dopo un primo momento di confusione, mi sono buttata a capofitto nella lettura... ed è stata una gioia! L'ho adorato.

Tra qualche giorno vi dirò altro sulle mie letture, quelle "romantiche": Elisabetta Bricca, Mariangela Camocardi, Susan Wiggs e Silvya Summers. Tutti libri davvero notevoli, di altissimo livello... so stay tuned.