E' vero che ormai la televisione ci ha abituato a visioni di queste catastrofi fin quasi a desensibilizzarci. "E' lontano, la nube radioattiva non dovrebbe arrivare qui da noi", sento di re da alcuni; "Il Giappone è un paese ricco, si riprenderà presto", dicono altri. Allora mi viene la nausea.
Nulla.
Se ci si ferma a pensare, anche solo per un attimo a ciò che può significare un terremoto durato sei minuti e uno tzunami, allora ci si fa - vagamente - l'idea di cosa debba provare un sopravvissuto.
Non è un castigo divino, come qualche commentatore demente ha pensato: è la prova che la nostra Terra è viva e che dovremmo averne più cura, anziché disseminare fabbriche e centrali nucleari in zone sismiche ( hai capito, zio Silvio??).
Ma non sono qui per questo. Voglio invitare tutti voi miei lettori a leggere i racconti postati sul sito Autori per il Giappone, fortemente voluto da una scrittrice che stimo molto, Lara Manni. Lara ha scritto due volumi, Esbat e Sopdet (che vi consiglio), ed è una persona di grande forza e generosità: ha deciso di promuovere un sito in cui raccogliere i testi e i disegni di autori, famosi e non, al fine di raccogliere fondi attraverso Save the Children, un'organizzazione umanitaria che non ha bisogno di presentazione. Leggete ( anche il mio, se vi va) e lasciate un contributo anche piccolo, un euro o due. Ma non restate indifferenti.
Se leggete questo blog, date una mano. Fatelo. Pensate a come vi sentireste se i vostri figli non avessero cibo per sfamarsi o coperte per proteggersi dal freddo. Pensate a come vivreste i giorni dopo aver perso gli oggetti che hanno segnato la vostra vita, immaginate cose significherebbe per voi vedere la vostra famiglia spazzata via da un'onda, senza poter far nulla per impedirlo.
Non chiudete il vostro cuore all'indifferenza, ma riflettete.
Provate a immaginare anche solo per un istante cosa significherebbe per voi.
Non siate persone che cliccano e passano oltre senza donare. Senza aiutare a risollevare una, cento, mille vite.
Passo di qui dopo tanto tempo, un tempo che per entrmbe è stato duro, mi par di capire. In una maniera o nell'altra, poco importa, è stto faticoso comunque. Auci! Sappi che la Rix non dimentica mai gli amici, magari sta in silenzio..., ma ha buona memoria! Un abbraccio grande come una casa!!!!!!
RispondiEliminaRisoli
Ciao, cara! è un po' che non ci si sente, come stai??
RispondiEliminaTi ho premiata sul mio blog!
Premio One Lovely Blog Award http://dilhaniheemba.blogspot.com/